La storia

Matera, Capitale Europea della Cultura 2019

Matera è una città tra le più antiche del mondo il cui territorio custodisce testimonianze di insediamenti umani a partire dal paleolitico e senza interruzioni fino ai nostri giorni. Rappresenta una pagina straordinaria scritta dall’uomo attraverso i millenni di questa lunghissima storia.

Matera è la città dei Sassi, il nucleo urbano originario, sviluppatosi a partire dalle grotte naturali scavate nella roccia e successivamente modellate in strutture sempre più complesse all’interno di due grandi anfiteatri naturali che sono il Sasso Caveoso e il Sasso Barisano.

Nel 1993 l’UNESCO dichiara i Sassi di Matera Patrimonio Mondiale dell’Umanità

I Sassi di Matera sono il 6° sito in Italia in ordine cronologico, il primo nel meridione.
In occasione di questa iscrizione, per la prima volta l’UNESCO utilizza nei criteri e nelle motivazioni il concetto di Paesaggio Culturale, che in seguito verrà utilizzato per motivare l’iscrizione di altri siti nel mondo.

Il 17 Ottobre 2014 Matera è stata designata Capitale Europea della Cultura per il 2019

Matera è al centro di un incredibile paesaggio rupestre che conserva un grande patrimonio di cultura e tradizioni, ed è sede di eventi espositivi di grande prestigio nazionale ed internazionale.

Matera è una città dalla storia affascinante e complessa: città di confine, di contrasti, di competizione e fusione tra paesaggi, civiltà, culture, diverse. Dalla civiltà rupestre a quelle di matrice bizantina ed orientale, all’avvento dei Normanni, il sistematico tentativo di riduzione della città rupestre alle regole della cultura della città europea: dal romanico, al rinascimento, al barocco, gli ultimi otto secoli di costruzione e rifinitura della città hanno tentato di plasmare, vincere le naturali resistenze del preesistente habitat rupestre, determinando architetture e sistemazioni urbane di particolare qualità ed originalità.

Oggi, nuovamente nel segno della cultura urbanistica europea, gli aspetti della sfida della riqualificazione, del recupero sostenibile, della riconquista dell’identità perduta sono le attività che hanno riportato alla ribalta questa città unica diventata a ragione patrimonio mondiale dell’umanità.

Sulla scorta di questa particolare vicenda storica, Matera offre oggi ai suoi visitatori l’affascinante sensazione di scoprire, sul filo originale della propria cultura, delle proprie emozioni, le tracce, a volte apparentemente umili, a volte colte, di quella competizione che ha a lungo caratterizzato la città.

Il 19 gennaio 2019 con cerimonia ufficiale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Matterella, si apre l’anno di Matera Capitale Europea della Cultura

I Sassi e le Chiese Rupestri

L’architettura irripetibile dei Sassi di Matera racconta la capacità dell’uomo di adattarsi perfettamente all’ambiente e al contesto naturale, utilizzando con maestria semplici caratteristiche come la temperatura costante degli ambienti scavati, la calcarenite stessa del banco roccioso per la costruzione delle abitazioni fuori terra e l’utilizzo dei pendii per il controllo delle acque e dei fenomeni meteorici.

La struttura architettonica è costituita da due sistemi, quello immediatamente visibile realizzato con le stratificazioni successive di abitazioni, corti, ballatoi, palazzi, chiese, strade orti e giardini, e quello interno e invisibile a prima vista costituito da cisterne, neviere, grotte cunicoli e sistemi di controllo delle acque, sistemi essenziali per la vita e la ricchezza della comunità.

Originariamente i Sassi di Matera erano un ambiente rupestre molto simile a quello dove si trova il Parco di fronte sull’altro lato del canyon scavato dalla Gravina di Matera. Il versante dei Sassi, quello occidentale è caratterizzato in basso da pareti ripide che si affacciano sul torrente. In alto il versante presenta una serie di terrazzamenti, colline e pianori più adatti all’insediamento umano, luoghi che nel corso dei millenni sono stati trasformati da villaggi rupestri in una vera e propria città.

I primi insediamenti umani nel territorio di Matera risalgono al paleolitico e si svilupparono utilizzando le grotte naturali che in gran numero definiscono il paesaggio rupestre di Matera.

Nel corso del tempo alle grotte naturali si sono aggiunte quelle scavate dall’uomo che ha trovato nella friabile roccia tufacea una eccezionale possibilità di insediamento al riparo dagli agenti naturali. I complessi rupestri hanno costituito la prima forma del nucleo urbano con ambienti ancora oggi presenti inglobati dentro edifici e fabbricati costruiti fuori terra dal medioevo in poi.

Dopo aver attraversato le fasi della preistoria: il paleolitico, il neolitico e le diverse età dei metalli la storia di Matera verrà fortemente caratterizzata dall’avvento del Cristianesimo. L’impronta cristiana diviene culturalmente dominante in breve tempo. Durante tutto il medioevo il paesaggio rupestre fu sistematicamente trasformato con la costruzione di imponenti luoghi di culto.

Durante il medioevo furono costruiti edifici imponenti tra i quali la maestosa Cattedrale di Matera, la chiesa di San Giovanni Battista, la Chiesa di S. Domenico, la Chiesa di Santa Maria della Valle Verde sulla via Appia. Da questo momento in poi prende forma una vero e proprio nucleo urbano concentrato inizialmente intorno alla Cattedrale che si trova in cima alla collina della Civita (Civitas, città) che divide in due i Sassi: il Sasso Barisano rivolto ad est e il Sasso Caveoso rivolto a sud.

I Sassi di Matera sorgono su uno dei versanti di un canyon scavato nel tempo dal torrente Gravina. Sull’altro versante si estende il Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano anche conosciuto come Parco della Murgia Materana, il cui paesaggio rappresenta il contesto originario dei luoghi, sviluppatosi nel tempo con gli insediamenti urbani soltanto sul versante dei Sassi.

Il Parco custodisce gli insediamenti più antichi del territorio. Tra questi la Grotta dei Pipistrelli i cui ritrovamenti paleolitici sono conservati presso il Museo Nazionale Domenico Ridola a Matera, i villaggi neolitici di Murgecchia, Murgia Timone e Trasanello a nord e i villaggi rupestri della Selva, il villaggio Saraceno a Sud.


Visitare i Sassi di Matera e le Chiese rupestri

Oggi i Sassi di Matera offrono al visitatore un grande paesaggio culturale, motivo per il quale l’UNESCO li ha inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale. Dal punto di vista architettonico presentano una serie incredibile di elementi che si sono stratificati nel tempo, dai complessi rupestri scavati dall’uomo, alle chiese rupestri, aree di sepoltura, che si alternano continuamente con fabbricati di tutte le diverse ere: medioevo, rinascimento, barocco fino all’epoca moderna. Il visitatore troverà in continuità grotte, ipogei, palazzotti, chiese, vicinati, scalinate, ballatoi, giardini e orti tutti incastonati l’uno nell’altro a formare un luogo unico e magico.

Passeggiando lungo l’asse principale che collega i due rioni Sassi via Bruno Buozzi, via Madonna delle Virtù e via D’Addozio è possibile attraversare questo paesaggio e ammirare nello stesso tempo quello del versante opposto del Parco della Murgia Materana. E’ possibile salire e scendere dai numerosissimi vicoli che si alternano tra gli edifici e trovarsi in angoli sempre diversi e sorprendenti.

Particolarmente interessanti sono le Chiese Rupestri che si possono visitare nei Sassi di Matera.
Questi luoghi  testimoniano il passaggio evolutivo dell’uomo dalle fasi preistoriche al cristianesimo.
Le Chiese Rupestri si trovano infatti in luoghi di particolare importanza e con ogni probabilità erano già luoghi di culto nelle civiltà rupestri che hanno preceduto quella cristiana.

Quelle di maggiore interesse e visitabili sono:

Santa Maria de Idris – San Giovanni in Monterrone
La Chiesa di Santa Maria De Idris è situata all’interno dello sperone roccioso del Monterrone che domina il Sasso Caveoso, nelle vicinanze della Chiesa di San Pietro Caveoso e dell’omonima piazza. La posizione è stupenda e offre un panorama unico, sulla città e sulla Gravina.

Santa Lucia alle Malve
La Chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve si trova nelle vicinanze della precedente S. Maria de Idris nel rione Malve. E’ il primo insediamento monastico femminile dell’ordine benedettino, risalente all’VIII secolo, ed il più importante nella storia di Matera. All’interno sono presenti alcuni tra i dipinti murali più belli e importanti del territorio materano.

San Pietro Barisano
Si trova nel Sasso Barisano, in origine detta san Pietro de Veteribus, è la più grande chiese rupestre della città di Matera. Le indagini archeologiche hanno permesso di individuare il primo impianto rupestre, risalente al XII – XIII secolo, al di sotto del pavimento.

Il centro storico

Il centro storico di Matera è situato su un pianoro che delimita in alto i Sassi di Matera. Anche qui la Matera mostra diversi livelli di sovrapposizione di strati urbani. Infatti nella piazza centrale Piazza Vittorio Veneto si trovano alcune aperture che mostrano il livello originario dei luoghi, oggi chiamati ipogei, che si trovano al di sotto della stessa piazza. Gli ipogei si articolano in continuità formando una vera e propria città sommersa connessa con i Sassi. Qui si trovano delle strutture rupestri eccezionali come la grande cisterna denominata Palombaro Lungo con pareti alte 15 metri e fino a poco tempo fa navigabile. Definita “la cattedrale dell’acqua”, è uno dei luoghi più misteriosi e suggestivi della splendida Città dei Sassi, patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO. La cisterna fu realizzata  nel 1846 per volere di Mons. A. Di Macco, come riserva idrica pubblica, a sostegno degli abitanti del Sasso Caveoso. La parola “palombaro” deriva dal latino plumbarius, cioè colui che rivestiva col piombo le condutture che portavano l’acqua dagli acquedotti alle case, alle fontane e alle terme.  La grande cisterna, profonda 15 metri e contenente circa 5.000 metri cubi di acqua, può essere percorsa a piedi, passeggiando in un’atmosfera misteriosa e silenziosa attraverso cunicoli, grotte e cisterne contigue.

Il centro storico di Matera si sviluppa con vie che collegano diverse piazze lungo un asse chiamato asse settecentesco della città perché prese la sua fisionomia a partire dalla fine del 1600. Nel centro di Matera si susseguono una serie di importanti palazzi e chiese che hanno avuto un particolare rilievo nel corso della storia cittadina.

In Piazza Vittorio Veneto domina il grande Palazzo dell’Annunziata, ex convento attuale sede della Biblioteca Provinciale. Di fronte il grande palazzo della Prefettura, la Chiesa di San Domenico del XIII secolo, la Chiesa dei Cavalieri di Malta.
Al centro della piazza ci sono quattro grandi aperture che mostrano gli ipogei dove sono presenti anche la grande cisterna del Palombaro Lungo, e la Chiesa rupestre del S. Spirito risalente al X secolo d.C.
Poco più avanti si trova un altro ex convento quello di S. Lucia alla fontana che divide l’omonima chiesa settecentesca a destra e la fontana Ferdinandea a sinistra.

Proseguendo lungo la via del Corso si arriva fino a piazza San Francesco d’Assisi dove si trova l’imponente omonima chiesa seicentesca. Anche qui sono presenti degli ipogei che testimoniano sotto la piazza il livello originario dei luoghi.

A destra della piazza ci si immette in via Ridola, dedicata a Domenico Ridola per i suoi studi e ricerche sul passato archeologico della città. A sinistra invece si trova Piazza del Sedile, sede del Conservatorio, precedentemente Palazzo di Città e sede del Comune di Matera, di qui si susseguono tutti i più importanti palazzi nobiliari che dalla piazza attraverso la stretta via Duomo arrivano a circondare la Cattedrale di Matera.

Da Piazza del Sedile salendo via Duomo si arriva alla Cattedrale risalente al 1270 affiancata da un maestoso campanile che domina tutto il paesaggio della città. La Cattedrale ha uno stile romanico-pugliese, ma è caratterizzata da particolari ed elementi artistici unici e di grande pregio sia all’interno che all’esterno.

Intorno alla Cattedrale ci sono i palazzi delle famiglie con titoli nobiliari che li abitarono come Palazzo Gattini (Conti Gattini), Palazzo Venusio (Marchesi di Venusio), Palazzo Malvinni Malvezzi (Duchi Malvinni Malvezzi). Queste famiglie oltre a ai palazzi avevano anche grandi possedimenti nei territori della murgia e della campagna materana. Questi palazzi venivano eretti in modo da costituire presidi di difesa della chiesa madre.

Proseguendo a destra da Piazza S. Francesco ci si immette su via Ridola dove si trova subito la Chiesa del Purgatorio. Sul lato destro si trova il Museo Nazionale Domenico Ridola dove sono esposti in gran parte i reperti delle ricerche archeologiche condotte dallo stesso Domenico Ridola nel territorio materano.

In fondo alla via Ridola si trova Piazzetta Pascoli delimitata da un altro grande palazzo, Palazzo Lanfranchi.

Progettato e realizzato dal frate Francesco da Copertino su commissione del vescovo Vincenzo Lanfranchi, fu edificato tra il 1668 e il 1672 per assolvere alla funzione di Seminario diocesano; costituisce il primo rilevante segnale di uno sviluppo urbano che dalla fine del Seicento iniziò a proiettarsi oltre i Sassi.
Nel 1864 fu espropriato e destinato ad accogliere il liceo classico, dove, tra il 1882 e il 1884, insegnò Giovanni Pascoli. Attualmente è sede del Museo Nazionale di Arte Medievale e Moderna della Basilicata. Sulla sinistra un belvedere con affaccio sul Sasso Caveoso, un panorama molto bello dominato al centro dallo sperone roccioso del Monterrone dove si trovano le Chiese rupestri si Santa Maria de Idris e San Giovanni in Monterrone.


MUSMA – Museo della Scultura Contemporanea

Il MUSMA è il più importante museo italiano interamente dedicato alla scultura. Inserito nella suggestiva cornice di  Palazzo Pomarici (XVI sec.), è l’unico museo “in grotta” al mondo, dove si sperimenta una perfetta simbiosi tra le sculture e alcuni tra i più caratteristici luoghi scolpiti nei Sassi di Matera. Gli spazi museali, infatti, coprono non solo le aree edificate del Palazzo, ma anche gli ampi ipogei scavati, dove la vasta collezione di opere d’arte viene rigenerata dalla forza degli ambienti rupestri. Il visitatore può quindi sperimentare un’integrazione ideale, di intenso impatto emotivo, tra gli ambienti secolari “cavati” dall’uomo e la scultura contemporanea.


La cripta del peccato originale

Poco distante dalla via Appia, attraversando il silenzioso sentiero di Pietrapenta, tra vigneti e campi di grano, si giunge presso la cripta, una cavità naturale a strapiombo sulla “Gravina di Picciano”. Questo eccezionale oratorio rupestre, rappresenta una delle più antiche testimonianze dell’arte rupestre del Mezzogiorno d’Italia: la Cripta del Peccato Originale, una delle chiese rupestri più rilavanti del territorio, conosciuta anche come la “Cappella Sistina” della pittura parietale rupestre.
Il suo straordinario ciclo di affreschi, realizzato cinquecento anni prima di Giotto, evidenzia i caratteri tipici dell’arte benedettino-beneventana (secc. VIII-IX).
In una cavità rocciosa a strapiombo sulla rupe di calcarenite la sapiente mano del “Pittore dei Fiori di Matera” ha narrato scene dell’antico e del nuovo testamento in un ciclo affrescato risalente al  IX sec. d.C..
L’umile frescante ha illustrato sulla parete di fondo il racconto biblico dei primi capitoli della Genesi: Dio Padre Creatore, la Luce, le Tenebre, la creazione di Adamo, la nascita di Eva, la tentazione e il Peccato Originale. Il racconto della Creazione lascia poi spazio, nelle tre conche absidali, alle splendide triarchie degli Apostoli (Pietro, Andrea e Giovanni), degli Arcangeli (Michele, Gabriele e Raffaele) e alla venerazione della Vergine Regina. Riscoperta nel lontano maggio del 1963 da un gruppo di giovani appassionati materani, da ricovero per greggi la Cripta del Peccato Originale è diventata una delle tappe imperdibili nella visita alla Città dei Sassi. Un restauro esemplare, voluto dalla Fondazione Zétema di Matera e realizzato con la consulenza dell’ Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, ha restituito gli straordinari affreschi della Cripta alla piena fruizione. Attraverso un percorso luci-suoni, la visita alla “Cappella Sistina” della pittura parietale rupestre è la perfetta fusione tra emozione e cultura.


Gli Ipogei di Piazza San Francesco

Costituiti da un vasto spazio sotterraneo che si sviluppa in modo articolato e irregolare sotto la piazza omonima fino a congiungersi, come un foyer naturale, presso l’Auditorium Comunale “Raffaele Gervasio”, realizzato nell’ambito di un ampio progetto a cura degli Architetti Renato Lamacchia e Lorenzo Rota, di definizione di Piazza San Francesco, Piazza Sedile e Via Duomo. Lo spazio urbano è caratterizzato inoltre dalla presenza di un’Istituzione di Alta Cultura, il Conservatorio Statale di Musica “E.R. Duni”.
L’area non è distante dalla collocazione originaria della Chiesa ipogea dei Santi Pietro e Paolo, che nei primi anni del XIII secolo fu interessata dall’edificazione della Chiesa di San Francesco d’Assisi. L’apertura straordinaria, dopo la recente chiusura del cantiere di riqualificazione degli ipogei, propone il percorso che collega il nuovo accesso di Piazza San Francesco all’ingresso dell’Auditorium.


Casa Noha

A due passi dal Duomo, nella parte alta del Sasso Caveoso, Casa Noha si propone al visitatore come “cancello d’ingresso” alla città, ripercorrendone la storia grazie a un innovativo progetto di comunicazione. Con la sua struttura in tufo, i soffitti a volta, i delicati intagli e le cornici, l’edificio rappresenta un esempio di architettura privata dei Sassi. Una scala esterna conduce dall’ariosa corte ai cinque ambienti interni, proprietà, un tempo, della nobile famiglia Noha.
Per volontà degli eredi, innamorati della loro terra e desiderosi di condividerne la storia e la bellezza con tutta la collettività, la Casa è stata donata al FAI nel 2004.  In sintonia con questa giusta aspirazione, la Fondazione ha realizzato un accurato restauro conservativo e ha progettato un inedito e avvincente viaggio multimediale che narra il territorio da diverse prospettive: dall’architettura alla storia dell’arte, dall’archeologia alla storia del cinema. Ne è risultato un video – “I Sassi invisibili. Viaggio straordinario nella storia di Matera” – ideato da Giovanni Carrada e proiettato su pareti, soffitti e pavimenti delle stanze, che offre al visitatore una ricostruzione completa della storia della città dalle origini a oggi.


Mostra “La poetica dei numeri primi”

La bellezza senza tempo dei numeri e le relazioni della matematica con l’universo dell’arte. L’essenza de “La Poetica dei numeri primi” passa attraverso i contenuti della grande mostra di Matera 2019 con la direzione scientifica del matematico Piergiorgio Odifreddi e le installazioni di Open Design School. Questo straordinario percorso nell’arte dei numeri prodotto con il Polo Museale della Basilicata è cominciato dal Museo Archeologico Nazionale di Metaponto per proseguire a Palazzo Acito della Città dei Sassi. “Numbers”, con opere di Ugo Nespolo, che ha da sempre messo in scena immagini connesse alla matematica e dunque alla ragione, “Elementi di calcolo trascendentale” con opere di Tobia Ravà, un approccio simbolico attraverso le infinite possibilità combinatorie dei numeri; “Computed Art”, con opere di Aldo Spizzichino, intrise di matematica, con una indicibile profondità.

Il progetto Matera 2019

Matera 2019: l’Open Future delle Imprese Italiane

Tradizione, innovazione, territorio, cultura. C’è una parola in grado di sintetizzare questi quattro elementi: impresa. Nel coniugare tradizione e innovazione, l’impresa trova nella cultura quel legame col territorio, da cui trae anche un vantaggio competitivo. Per tale motivo, Confindustria ha inteso omaggiare la Capitale europea della Cultura con il progetto “Matera 2019: l’open future delle imprese italiane” facendo emergere questo valore aggiunto, dando l’opportunità a 50 imprese di essere protagoniste nella Città dei Sassi.
Le eccellenze produttive italiane hanno colto questo spirito e hanno candidato progetti di innovazione culturale in perfetta sintonia con i temi che guideranno il dibattito internazionale a Matera.
Le aziende selezionate sono state presentate nel corso della conferenza stampa che si è svolta il 27 novembre a Matera, dal 12 marzo, le aziende selezionate si stanno alternanano, per una settimana a rotazione, fino a dicembre, nei suggestivi locali degli Ipogei di Piazza San Francesco, nel cuore della Città dei Sassi. Il 14 marzo scorso, è avvenuto il taglio del nastro con l’inaugurazione ufficiale, alla presenza del presidente Vincenzo Boccia.

Venerdì 20 settembre

11.00 Plenaria dei Direttori (Auditorium R. Gervasio, ingresso dagli ipogei di Piazza S. Francesco)
13.00 Buffet Lunch per i Direttori ed accompagnatori (“Le Monacelle”, ex Convento San Giuseppe, Via Riscatto, 15)


12.00 Piccola Industria CoPre in saletta riservata (Palazzo Bernardini, Arco del Sedile, 9)
13.00 Piccola Industria Light Lunch (Palazzo Bernardini, Arco del Sedile, 9)

14.15 – 16.30 CCPI allargato – alle 15:15 Incontro celebrativo in occasione dei 10 anni dalla firma dell’accordo fra Intesa Sanpaolo e Confindustria Piccola Industria (Casa Cava, Via S. Pietro Barisano, 47)

14.30 – 16.30 Consiglio delle Rappresentanze Regionali  (Palazzo Viceconte, sala meeting, 1° piano, Via S. Potito, 7)

16.15 Partenza bus componenti CoGE da MH Matera Hotel per Matera centro, Piazza Matteotti

17.00 – 19.00
Consiglio Generale (Auditorium R. Gervasio,  ingresso dagli ipogei di Piazza S. Francesco)


19.30
Partenza bus da Matera centro (Piazza Matteotti) per MH Matera Hotel
19.45
Partenza bus da Matera centro (Piazza Matteotti) per MH Matera Hotel

20.00
Aperitivo al MH Matera Hotel – Via Germania, 10 (partecipanti e accompagnatori)

20.30
Spettacolo musicale L’Opera in Concerto a cura dei Cameristi del Teatro alla Scala di Milano al MH Matera Hotel

21.15
Welcome Dinner al MH Matera Hotel

23.00 circa
Rientro in città con bus

Sabato 21 settembre

CULTURA, COMUNITÀ, IMPRESA: I VALORI DELL’EUROPA
MH Matera Hotel – Borgo Venusio

9.00 Navette da La Suite Hotel per MH Matera Hotel
9.00 Bus da Piazza Matteotti per MH Matera Hotel

9.30 Registrazione partecipanti

10.00 Saluti di benvenuto
Renzo Iorio | Presidente Gruppo Tecnico Cultura e Sviluppo Confindustria
Pasquale Lorusso
 | Presidente Confindustria Basilicata


CULTURA: AGENTE DI TRASFORMAZIONE E RIGENERAZIONE DEI TERRITORI
Gregorio De Felice | Chief Economist Intesa Sanpaolo
Paolo Verri
| Direttore Fondazione Matera-Basilicata 2019


LA CULTURA É COMUNITÀ: PER UNA CONSAPEVOLEZZA CULTURALE EUROPEA
Marc Lazar
| Professore di storia e sociologia Sciences Po-Parigi
Tobias Piller | Corrispondente economico Frankfurter Allgemeine Zeitung


IL VALORE CULTURA
Antonio Calabrò | Vice Presidente Assolombarda
Paola DubiniProfessoressa di Management Università Bocconi
Ermete Realacci
| Presidente Fondazione Symbola
Pier Luigi Sacco | Economista della cultura e Special Advisor all’Anno europeo del Patrimonio Culturale alla Commissione Europea


LA CULTURA DEL FARE
Saverio Calia
| Direttore artistico e commerciale Calia Italia
Francesco Guido | Direttore Regionale Campania, Basilicata, Calabria e Puglia Intesa Sanpaolo
Fabrizio Longo
| Direttore Audi Italia
Piero Maranghi
| Direttore Sky Classica HD


RECUPERARE L’IDENTITÀ CULTURALE: UN PERCORSO POSSIBILE
Raffaello De Ruggieri
| Sindaco di Matera


12.30 Intervento conclusivo
Vincenzo Boccia |  Presidente Confindustria


Modera l’incontro:
Sarah Varetto |  Giornalista Sky