Il centro storico

Il centro storico di Matera è situato su un pianoro che delimita in alto i Sassi di Matera. Anche qui la Matera mostra diversi livelli di sovrapposizione di strati urbani. Infatti nella piazza centrale Piazza Vittorio Veneto si trovano alcune aperture che mostrano il livello originario dei luoghi, oggi chiamati ipogei, che si trovano al di sotto della stessa piazza. Gli ipogei si articolano in continuità formando una vera e propria città sommersa connessa con i Sassi. Qui si trovano delle strutture rupestri eccezionali come la grande cisterna denominata Palombaro Lungo con pareti alte 15 metri e fino a poco tempo fa navigabile. Definita “la cattedrale dell’acqua”, è uno dei luoghi più misteriosi e suggestivi della splendida Città dei Sassi, patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO. La cisterna fu realizzata  nel 1846 per volere di Mons. A. Di Macco, come riserva idrica pubblica, a sostegno degli abitanti del Sasso Caveoso. La parola “palombaro” deriva dal latino plumbarius, cioè colui che rivestiva col piombo le condutture che portavano l’acqua dagli acquedotti alle case, alle fontane e alle terme.  La grande cisterna, profonda 15 metri e contenente circa 5.000 metri cubi di acqua, può essere percorsa a piedi, passeggiando in un’atmosfera misteriosa e silenziosa attraverso cunicoli, grotte e cisterne contigue.

Il centro storico di Matera si sviluppa con vie che collegano diverse piazze lungo un asse chiamato asse settecentesco della città perché prese la sua fisionomia a partire dalla fine del 1600. Nel centro di Matera si susseguono una serie di importanti palazzi e chiese che hanno avuto un particolare rilievo nel corso della storia cittadina.

In Piazza Vittorio Veneto domina il grande Palazzo dell’Annunziata, ex convento attuale sede della Biblioteca Provinciale. Di fronte il grande palazzo della Prefettura, la Chiesa di San Domenico del XIII secolo, la Chiesa dei Cavalieri di Malta.
Al centro della piazza ci sono quattro grandi aperture che mostrano gli ipogei dove sono presenti anche la grande cisterna del Palombaro Lungo, e la Chiesa rupestre del S. Spirito risalente al X secolo d.C.
Poco più avanti si trova un altro ex convento quello di S. Lucia alla fontana che divide l’omonima chiesa settecentesca a destra e la fontana Ferdinandea a sinistra.

Proseguendo lungo la via del Corso si arriva fino a piazza San Francesco d’Assisi dove si trova l’imponente omonima chiesa seicentesca. Anche qui sono presenti degli ipogei che testimoniano sotto la piazza il livello originario dei luoghi.

A destra della piazza ci si immette in via Ridola, dedicata a Domenico Ridola per i suoi studi e ricerche sul passato archeologico della città. A sinistra invece si trova Piazza del Sedile, sede del Conservatorio, precedentemente Palazzo di Città e sede del Comune di Matera, di qui si susseguono tutti i più importanti palazzi nobiliari che dalla piazza attraverso la stretta via Duomo arrivano a circondare la Cattedrale di Matera.

Da Piazza del Sedile salendo via Duomo si arriva alla Cattedrale risalente al 1270 affiancata da un maestoso campanile che domina tutto il paesaggio della città. La Cattedrale ha uno stile romanico-pugliese, ma è caratterizzata da particolari ed elementi artistici unici e di grande pregio sia all’interno che all’esterno.

Intorno alla Cattedrale ci sono i palazzi delle famiglie con titoli nobiliari che li abitarono come Palazzo Gattini (Conti Gattini), Palazzo Venusio (Marchesi di Venusio), Palazzo Malvinni Malvezzi (Duchi Malvinni Malvezzi). Queste famiglie oltre a ai palazzi avevano anche grandi possedimenti nei territori della murgia e della campagna materana. Questi palazzi venivano eretti in modo da costituire presidi di difesa della chiesa madre.

Proseguendo a destra da Piazza S. Francesco ci si immette su via Ridola dove si trova subito la Chiesa del Purgatorio. Sul lato destro si trova il Museo Nazionale Domenico Ridola dove sono esposti in gran parte i reperti delle ricerche archeologiche condotte dallo stesso Domenico Ridola nel territorio materano.

In fondo alla via Ridola si trova Piazzetta Pascoli delimitata da un altro grande palazzo, Palazzo Lanfranchi.

Progettato e realizzato dal frate Francesco da Copertino su commissione del vescovo Vincenzo Lanfranchi, fu edificato tra il 1668 e il 1672 per assolvere alla funzione di Seminario diocesano; costituisce il primo rilevante segnale di uno sviluppo urbano che dalla fine del Seicento iniziò a proiettarsi oltre i Sassi.
Nel 1864 fu espropriato e destinato ad accogliere il liceo classico, dove, tra il 1882 e il 1884, insegnò Giovanni Pascoli. Attualmente è sede del Museo Nazionale di Arte Medievale e Moderna della Basilicata. Sulla sinistra un belvedere con affaccio sul Sasso Caveoso, un panorama molto bello dominato al centro dallo sperone roccioso del Monterrone dove si trovano le Chiese rupestri si Santa Maria de Idris e San Giovanni in Monterrone.


MUSMA – Museo della Scultura Contemporanea

Il MUSMA è il più importante museo italiano interamente dedicato alla scultura. Inserito nella suggestiva cornice di  Palazzo Pomarici (XVI sec.), è l’unico museo “in grotta” al mondo, dove si sperimenta una perfetta simbiosi tra le sculture e alcuni tra i più caratteristici luoghi scolpiti nei Sassi di Matera. Gli spazi museali, infatti, coprono non solo le aree edificate del Palazzo, ma anche gli ampi ipogei scavati, dove la vasta collezione di opere d’arte viene rigenerata dalla forza degli ambienti rupestri. Il visitatore può quindi sperimentare un’integrazione ideale, di intenso impatto emotivo, tra gli ambienti secolari “cavati” dall’uomo e la scultura contemporanea.


La cripta del peccato originale

Poco distante dalla via Appia, attraversando il silenzioso sentiero di Pietrapenta, tra vigneti e campi di grano, si giunge presso la cripta, una cavità naturale a strapiombo sulla “Gravina di Picciano”. Questo eccezionale oratorio rupestre, rappresenta una delle più antiche testimonianze dell’arte rupestre del Mezzogiorno d’Italia: la Cripta del Peccato Originale, una delle chiese rupestri più rilavanti del territorio, conosciuta anche come la “Cappella Sistina” della pittura parietale rupestre.
Il suo straordinario ciclo di affreschi, realizzato cinquecento anni prima di Giotto, evidenzia i caratteri tipici dell’arte benedettino-beneventana (secc. VIII-IX).
In una cavità rocciosa a strapiombo sulla rupe di calcarenite la sapiente mano del “Pittore dei Fiori di Matera” ha narrato scene dell’antico e del nuovo testamento in un ciclo affrescato risalente al  IX sec. d.C..
L’umile frescante ha illustrato sulla parete di fondo il racconto biblico dei primi capitoli della Genesi: Dio Padre Creatore, la Luce, le Tenebre, la creazione di Adamo, la nascita di Eva, la tentazione e il Peccato Originale. Il racconto della Creazione lascia poi spazio, nelle tre conche absidali, alle splendide triarchie degli Apostoli (Pietro, Andrea e Giovanni), degli Arcangeli (Michele, Gabriele e Raffaele) e alla venerazione della Vergine Regina. Riscoperta nel lontano maggio del 1963 da un gruppo di giovani appassionati materani, da ricovero per greggi la Cripta del Peccato Originale è diventata una delle tappe imperdibili nella visita alla Città dei Sassi. Un restauro esemplare, voluto dalla Fondazione Zétema di Matera e realizzato con la consulenza dell’ Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, ha restituito gli straordinari affreschi della Cripta alla piena fruizione. Attraverso un percorso luci-suoni, la visita alla “Cappella Sistina” della pittura parietale rupestre è la perfetta fusione tra emozione e cultura.


Gli Ipogei di Piazza San Francesco

Costituiti da un vasto spazio sotterraneo che si sviluppa in modo articolato e irregolare sotto la piazza omonima fino a congiungersi, come un foyer naturale, presso l’Auditorium Comunale “Raffaele Gervasio”, realizzato nell’ambito di un ampio progetto a cura degli Architetti Renato Lamacchia e Lorenzo Rota, di definizione di Piazza San Francesco, Piazza Sedile e Via Duomo. Lo spazio urbano è caratterizzato inoltre dalla presenza di un’Istituzione di Alta Cultura, il Conservatorio Statale di Musica “E.R. Duni”.
L’area non è distante dalla collocazione originaria della Chiesa ipogea dei Santi Pietro e Paolo, che nei primi anni del XIII secolo fu interessata dall’edificazione della Chiesa di San Francesco d’Assisi. L’apertura straordinaria, dopo la recente chiusura del cantiere di riqualificazione degli ipogei, propone il percorso che collega il nuovo accesso di Piazza San Francesco all’ingresso dell’Auditorium.


Casa Noha

A due passi dal Duomo, nella parte alta del Sasso Caveoso, Casa Noha si propone al visitatore come “cancello d’ingresso” alla città, ripercorrendone la storia grazie a un innovativo progetto di comunicazione. Con la sua struttura in tufo, i soffitti a volta, i delicati intagli e le cornici, l’edificio rappresenta un esempio di architettura privata dei Sassi. Una scala esterna conduce dall’ariosa corte ai cinque ambienti interni, proprietà, un tempo, della nobile famiglia Noha.
Per volontà degli eredi, innamorati della loro terra e desiderosi di condividerne la storia e la bellezza con tutta la collettività, la Casa è stata donata al FAI nel 2004.  In sintonia con questa giusta aspirazione, la Fondazione ha realizzato un accurato restauro conservativo e ha progettato un inedito e avvincente viaggio multimediale che narra il territorio da diverse prospettive: dall’architettura alla storia dell’arte, dall’archeologia alla storia del cinema. Ne è risultato un video – “I Sassi invisibili. Viaggio straordinario nella storia di Matera” – ideato da Giovanni Carrada e proiettato su pareti, soffitti e pavimenti delle stanze, che offre al visitatore una ricostruzione completa della storia della città dalle origini a oggi.


Mostra “La poetica dei numeri primi”

La bellezza senza tempo dei numeri e le relazioni della matematica con l’universo dell’arte. L’essenza de “La Poetica dei numeri primi” passa attraverso i contenuti della grande mostra di Matera 2019 con la direzione scientifica del matematico Piergiorgio Odifreddi e le installazioni di Open Design School. Questo straordinario percorso nell’arte dei numeri prodotto con il Polo Museale della Basilicata è cominciato dal Museo Archeologico Nazionale di Metaponto per proseguire a Palazzo Acito della Città dei Sassi. “Numbers”, con opere di Ugo Nespolo, che ha da sempre messo in scena immagini connesse alla matematica e dunque alla ragione, “Elementi di calcolo trascendentale” con opere di Tobia Ravà, un approccio simbolico attraverso le infinite possibilità combinatorie dei numeri; “Computed Art”, con opere di Aldo Spizzichino, intrise di matematica, con una indicibile profondità.

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